La rivoluzione di Adriano Rizzuto. Tra passato e futuro, un distillato di identità e cultura nella nuova apertura in Via dei Materassai.

E’ giovane, preparato e vulcanico. Il suo nome gira di frequente nei club di tendenza della Milano da bere” come nei locali più cool di Roma; paradossalmente forse è meno conosciuto nella sua Palermo, secondo quella che è la dura legge del nemo profeta in patria e, tuttavia, è merito soprattutto suo se l’arte della miscelazione è riuscita a varcare lo stretto 5 anni fa e arrivare sull’isola. Il rivoluzionario incubatore della cultura del bere bene porta il nome di  Adriano Rizzuto,  classe 1986 e un percorso di formazione che lo vede gironzolare all’estero per un po’ per poi tornare a Palermo, dove decide di mettere a frutto l’esperienza maturata nei migliori club internazionali, per divulgare un nuovo approccio al modo di bere e al mondo dei drink, intriso, come mi racconta, anche di storia e impressioni futuristiche.

Con la fissa per l’accoglienza e l’ospitalità, per l’emozione e il contatto, dopo anni di formazione e corsi, nel 2013  decide di realizzare il suo sogno con l’apertura del Close, locale nel quale cerca di trasmettere la cultura del bere insieme al fascino dello speakeasy poco noto al pubblico panormita. La prima difficoltà, racconta Adriano, è infatti quella di far avvicinare il pubblico a qualcosa che non conosce, vincere la riluttanza dei palermitani per il club, luogo in cui  l’ingresso è subordinato alla conoscenza della parola d’ordine. Adriano capisce subito che per trasmettere ai  palermitani la passione per la miscelazione bisogna partire dall’appartenenza, dalle radici, dai gusti, dal profumo degli agrumi, dalla connessione con la storia e i personaggi che hanno segnato l’evoluzione e l’ascesa della città. Così ogni sera si trasforma per i suoi ospiti in un intrattenitore colto, una guida, un cantastorie moderno che racconta la storia di una Palermo poco conosciuta mentre il suo cocktail distilla prima empatia, poi sostegno e introspezione psicologica per arrivare alla divulgazione scientifica.

 

La passione con la quale ha portato avanti il progetto, ha premiato il Close come locale rivelazione dell’anno 2015 , il primo locale di Palermo dove non si serve birra o vino, nessuno sta in piedi e l’attenzione è tutta rivolta all’ospite, del quale si cerca di anticipare le richieste per farlo  sentire coccolato come a casa propria.  La consacrazione ufficiale e il riconoscimento alla carriera iniziata 18 anni fa arrivano invece nel luglio 2017 in occasione della Campari Barman Competition organizzata dalla Campari Academy, dove Adriano conquista il secondo posto, unico siciliano sul podio tra 1490 partecipanti provenienti da tutta Italia.

 

Il cocktail che Adriano Rizzuto ha preparato per me: Campari, succo di limone, cacao all’olio d’oliva

 

Adriano, in una frizzante sera di maggio, mi ha prima stesa con il drink della mela avvelenata di Biancaneve, poi mi ha raccontato dei francesi che arrivavano in villeggiatura a Palermo nei primi del ‘900 e che dopo gli spettacoli al Teatro Massimo avevano l’usanza intrattenersi nei locali attigui dove una tenda rossa all’esterno indicava la presenza di attori, registi e, of course, alcolici da consumare. Mi ha raccontato di come questa tradizione sia stata assorbita dai palermitani fino agli anni 30 e dell’attitude del periodo fascista che ha segnato la cultura italiana del bere con Marinetti e il Movimento Futurista; di quanto la cultura dell’epoca abbia influenzato la miscelazione persino nei vocaboli, tutti rigorosamente italiani e anche nello sviluppo della consuetudine dell’aperitivo italiano.

Camila, giovane aspirante bartender di Torino, trasferitasi a Palermo per imparare da Adriano Rizzuto l’arte e i segreti della miscelazione.           

 

La sua voglia di scommettere nella città dove ha scelto di vivere lo ha portato ad  investire in un progetto di rivalutazione del centro storico insieme ad atri imprenditori e porterà alla luce a fine giugno un nuovo locale in Via dei Materassai, la via dove i Florio iniziarono la loro attività imprenditoriale con il commercio di spezie e purtroppo oggi in stato di abbandono. Sarà un locale che omaggerà la storia dei Florio e lo stile Liberty,  riporterà alla luce maioliche del 1864 e altre bellezze architettoniche ritrovate nella struttura.

Sarà un locale dove il vino sarà spillato direttamente dalle botti, con birre alla spina e, ovviamente, i cocktail;  l’ospitalità sarà affidata alla direzione della bartender Giulia D’Alberto appena rientrata a Palermo dopo un periodo trascorso al Jerry Thomas di Roma e volto noto della trasmissione Bartendency in onda su Sky lo scorso anno.

Un altro sogno del visionario Rizzuto si sta per avverare, quello  di unire cultura, storia e drink. Palermo è pronta per il suo primo Club!

E io no vedo l’ora di visitarlo!

 

 

 

 

Close,

Via Ricasoli 26, 90139 Palermo

chiuso da fine maggio a settembre

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