Antica Focacceria S.Francesco. La Palermo del cibo di strada che val bene una messa.

Cosa c’entra la religione col gusto? In realtà tantissimo e la Sicilia è forse più di ogni altra regione quella in cui sacro e profano si confondono fino ad eludere la  linea di demarcazione che pure esiste  tra  il precetto e la celebrazione rituale da un lato e folklore incline ai voluttuosi piaceri dall’altro.

Vi avviso, ignari i miei lettori, che nonostante il preambolo, non  voglio affrontare il tema “cibo e religiosità” che pure sarebbe argomento molto interessante, ma vi racconto e suggerisco uno spunto per  un pellegrinaggio del gusto per rinfrancare insieme  il palato e  l’anima con la visita culturale.

L’itinerario del gusto che vi propongo  si trova a Palermo ed ha per protagonista la famosissima Antica Focacceria San Francesco, vicina all’Oratorio di San Lorenzo, perla del barocco siciliano che vanta al suo interno un ciclo di stucchi decorativi dello scultore Giacomo Serpotta. 

Su consiglio della mia cara Violetta, sono andata alla scoperta di questo capolavoro architettonico costruito nel 1570 ad opera della Compagnia di San Francesco e arricchito solo  alla fine del ‘600 dagli stucchi del già citato scultore e, udite udite,  dal dipinto della Natività  del Caravaggio che però non è purtroppo possibile ammirare nel suo originale poiché venne trafugato nell’ottobre del 1969.

La visita all’Oratorio San Lorenzo è preludio all’incontro con i tesori che la cultura panormita offre e custodisce  e che ovviamente, non può escludere il cibo, ma che anzi, al cibo stesso fa una tra le più commoventi dichiarazione d’amore con tanto di “e non ci lasceremo mai” com’è proprio nel modo di essere al mondo dei palermitani (altrimenti come lo spiegate la colazione con arancin* o spitino?).

Con lo spirito pronto, ma la carne debole e incapace di resistere alla tentazione, mi getto a capofitto nella scoperta della generosa offerta dell’ Antica Focacceria San Francesco e subito mi lancio nella prova di diversi imperdibili cult della cucina tipica palermitana.

 

Lo confesso, il motivo per il quale ho fatto tanta strada (a piedi!) per arrivare fin qui era assaggiare il pane con la milza che devo riconoscere essere il più buono assaggiato finora.

Rigorosamente “maritato” ossia arricchito con un velo di candida ricotta, sposa complementare per la parte mascolina del panino composto da milza e polmone, risulta un panino dal gusto leggero, per quanto leggerezza e milza siano due parole inconciliabili nella stessa frase.

Il morso risulta  morbido grazie alla zappetta fatta con i succhi della carne di cui è imbevuta la mollica del pane; ogni morso è esperienza di godimento, un  peccato veniale commesso subito dopo il tentativo di redimere l’animo dal peccato di gola ovvero il paradosso umano della ricerca di redenzione e l’estasi dell’errare.

Deludente invece lo sfincione,il cui impasto risulta gommoso e dal gusto poco convincente, così come pure non andrebbe ripetuta la caponata che in realtà sembra una frittura di melanzane macchiata con salsa e  retaggio antico e lontano di agrodolce.

Sorprende inaspettatamente l’arancin* , complessivamente buon*, con panatura croccante e non troppo spessa, chicchi compatti e aroma persistente di zafferano. Il ripieno è con ragù di carne e non stracotto di bovino come vorrebbe la vera tradizione siciliana,  ma il risultato è complessivamente  buono e tornerei per mangiarne ancora.

Lo spunto è servito, adesso tocca ai prodi Sacho Panza aspiranti alla più panza che si può, coglierlo.

 

 

 

Antica Focacceria San Francesco

Via Alessandro Paternostro, 58

Palermo

091/320264

 

Oratorio San Lorenzo,

Via Immacolatella, 1

Palermo

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